Renato Barilli, La neoavanguardia italiana. Dalla nascita del Verri alla fine di Quindici

Il Gruppo 63 secondo Barilli

di Rossano Astremo

È nuovamente nelle librerie, a distanza di oltre un decennio dalla prima pubblicazione, “La neoavanguardia italiana. Dalla nascita del Verri alla fine di Quindici”, saggio di Renato Barilli, ripubblicato da Manni. Un testo fondamentale per chi voglia acquisire una conoscenza approfondita del Gruppo 63, a partire dai prodromi dello stesso movimento, giustamente identificati nel lavoro compiuto da Luciano Anceschi, sino ad arrivare all’inevitabile deriva, compiutasi nel 1969 con la chiusura della rivista “Quindici”, frutto della rottura “ideologica” tra Alfredo Giuliani, più orientato verso la predilezione di logiche squisitamente letterarie, e Nanni Balestrini, la cui pratica creativa, con il trascorrere del tempo, sempre meno poteva essere disgiunta da un’attiva partecipazione politica.

Barilli analizza le vicende del Gruppo 63 sui tre fronti essenziali della poesia, della narrativa e del dibattito critico, e indaga sulle varie ragioni che hanno portato allo scioglimento dello, in concomitanza con la svolta del 68.

Barilli, quindi, non si sofferma solamente sui cinque poeti presenti nell’antologia “I novissimi”, Giuliani, Sanguineti, Porta, Pagliarani e Balestrini, ma partendo da quel lavoro fondamentale, in cui per la prima volta si manifestava il carattere eversivo, dissacratorio dei loro versi, il loro porsi in aperta contraddizione e lotta con la tradizione poetica simbolista ed ermetica che aveva dominato la prima metà del secolo, ripercorre tutti i possibili rivoli, gettando luce anche su altri protagonisti “minori” di quel periodo, da Giuseppe Guglielmi ad Edoardo Cacciatore, passando per i narratori Gadda, Testori, Arbasino e Manganelli, solo per citare i maggiori. Un lavoro esaustivo, ma pur sempre parziale poiché Barilli, testimone diretto di quegli avvenimenti, ha inevitabilmente ricostruito l’avventura della neoavanguardia italiana assumendo il suo punto di vista, pur nel continuo sforzo di indicare anche le posizioni alternative assunte di volta in volta dai compagni di via.