Epica d’interni: una mia poesia

La nostra epica d’interni danza con le ore:

sostare nel punto dove lingua e cazzo

sono separati dalla sospesa frattura delle menti

non ha senso dopo un anno di rincorse.

Tu mi chiedi: hai mai avuto un’ossessione?

Questa come la chiami? Non ti sembra abbastanza?

Non appartiene ad entrambi? (Brucia le tue remore).

L’ossessione, credimi, mai diverrà follia

perché è cosa buona e giusta che

la ritirata avvenga prima della disfatta.

Vano è dissimulare parvenze di vitalità:

Poter riposare nel tuo cuore

è tutto quello che ti chiedo.

r.a.