Randy Pausch con Jeffrey Zaslow, L’ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore

Randy Pausch con Jeffrey Zaslow

L’ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore

Le prime pagine

Introduzione

Ho un problema di sistema.
Benché abbia sempre goduto di una forma fìsica strepitosa, ho ben dieci metastasi al fegato e mi restano solo pochi mesi di vita.
Ho sposato la donna dei miei sogni e sono padre di tre bambini. Certo, potrei passare le giornate a compatirmi, ma questo non sarebbe d’aiuto né a loro né a me.
Quindi, come trascorrere il poco tempo che mi resta da vivere?
Principalmente con la mia famiglia, per prendermene cura, ovvio. Ora che ancora posso, vivo ogni momento con loro e cerco di fare qualsiasi cosa perché possano affrontare al meglio la mia assenza.
Nel tempo che mi avanza, cerco di insegnare ai miei figli ciò che avrei insegnato loro nei prossimi vent’anni. Ora sono ancora troppo piccoli per certi discorsi. Tutti i genitori desiderano spiegare ai figli cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa riteniamo importante e come affrontare le sfide che la vita ci riserva. Vogliamo anche che conoscano aneddoti ed episodi della nostra vita, e ci piacerebbe che li tenessero a mente, che fossero per loro esempi da seguire. Anche io volevo fare tutto questo, così ho deciso di tenere un’«ultima lezione» alla Carnegie Mellon University.

Queste lezioni vengono sempre videoregistrate. E quel giorno avevo un piano ben preciso. Con lo stratagemma di una lezione accademica, stavo cercando di rinchiudere tutto me stesso in una bottiglia che poi un giorno i miei figli avrebbero aperto. Se fossi un pittore dipingerei per loro. Se fossi un musicista comporrei melodie. Ma sono un professore. Così ho preparato un discorso sulla gioia di vivere, su quanto apprezzi la vita, sebbene me ne resti davvero poca. Ho parlato di onestà, integrità, gratitudine e altri argomenti che ritengo importanti. E ce l’ho messa tutta per non essere noioso.
Questo libro è un modo di proseguire ciò che ho iniziato in quella lezione. Dato che per la mia salute l’esercizio fisico è fondamentale, ogni giorno vado in bicicletta per quasi un’ora nel mio quartiere. Poiché è tempo che comunque non avrei potuto passare con i miei figli, pedalando ho preso l’abitudine di parlare all’auricolare del mio cellulare con Jeffrey Zaslow. Le storie che ho raccontato in quei cinquantatré lunghi percorsi in bicicletta si sono trasformate in questo libro.

Lo sapevamo fin dall’inizio. Niente di tutto questo può sostituire un genitore in carne e ossa. Ma l’ingegneria non è la ricerca di soluzioni perfette; bisogna invece ottenere il meglio con le risorse che si hanno a disposizione, pur se limitate. Tanto la lezione quanto il libro sono il mio tentativo di ottenere questo risultato.

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