Alessandro Scotti, Narcotica (Isbn, 2007)

L’esistenze ai margini di Scotti

di Rossano Astremo

Ho custodito “Narcotica” di Alessandro Scotti nella mia borsa per oltre un mese. Ho letto questo libro in quelle zone temporali moribonde, all’interno dei mezzi pubblici della capitale, che mi trasportavano da un punto all’altro della città. Potrei definirlo un libro vissuto, e la dimostrazione è data dal fatto che l’originaria immacolata copertina bianca che contraddistingue le pubblicazioni della Isbn ora è piena di macchie: una sorta di patchwork improponibile.

Cazzate a parte, “Narcotica” è un libro davvero importante. Alessandro Scotti, trentasettenne giornalista e fotografo, ha viaggiato per sei anni nel tentativo di ricostruire le vie attraverso cui prende corpo il narcotraffico mondiale, passando dall’America Latina all’Asia, sino a giungere, poi, in Africa. Cocaina, eroina, metamfetamine, sostanze che non solo alimentano un mercato tra i più capillari e globali, ma che fanno da sfondo ad un immaginario di esistenze ai margini, di vite randagie totalmente immerse nel circuito franto della dipendenza. Scotti non solo ha raccontato ciò che ha visto con suoi occhi, ma ha fatto di più, si è sporcato le mani, si è spinto nei cunicoli bui di queste zone sospese, rischiando più volte la pelle, cosa sempre più rara nel nostro giornalismo. Il risultato è un libro ricco di storie e di foto spinte al limite, 400 pagine di assalti nel ventre sporco di mondi che all’Occidente appaiono controfigure sbiadite di un pessimo b-movie.

Annunci