Dicono sia bello scrivere versi la domenica

Siamo entrati nel deserto azzurro del silenzio.

Questa domenica ha il sapore dell’amianto.

Mi affido a pezzi di memoria che sgorgano

con la violenza di bisturi in apertura di lobi.

Posso sentire la pelle d’oca sulla mia schiena,

poi di colpo un brivido elettrico, i capelli si drizzano

e posso vedere i miei occhi accendersi dentro.

Siamo entrati nel manto dell’oppio distante.

Questa domenica ha lo spessore dell’ostia.

Guardo e riguardo uno specchio che latra.

È così poco attinente alla mia vita questa poesia.

Siamo entrati nel tempo nostalgico dell’impossibile.

Questa domenica prepara il terreno alla perversione.

Domani mi licenzio, anzi, no, vaneggio e bevo

e poi quando confondo l’amore col dolore

mi riprometto di non bere più e il tutto dura

quanto l’elastica percezione dell’orgasmo.

È cosi poco attinente alla poesia questa mia vita.

r.a.