Citofonare Interno 7 su Bombacarta

Citofonare Interno 7

di Maura Gancitano

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Qualche giorno fa mi sono trovata a fare il mio ingresso in una casa in cui non ero mai stata. Dopo aver passato la giornata a parlare di Ingresso (il tema dell’ultima Officina di BombaCarta Roma di quest’anno), infatti, lo scorso 24 maggio, nel tardo pomeriggio, ho preso un taxi che dal Massimo mi ha portata a Via della Marranella.
Sono arrivata con un anticipo a dir poco imbarazzante. Non sapevo se citofonare o meno, dal momento che conoscevo molto poco le persone con cui avevo appuntamento e le immaginavo indaffaratissime, e mentre decidevo cosa fare mi sono resa conto di trovarmi esattamente nella condizione di cui avevamo parlato per tutta la giornata!
Mentre aspettavo che l’anticipo diventasse quantomeno accettabile (siamo tutti bene o male abituati a scusarci per il ritardo, scusarsi per l’anticipo è molto meno naturale!) è arrivata una ragazza, anche lei diretta all’interno 7, così siamo salite insieme.
Era effettivamente troppo presto, ma nel giro di un’ora il piccolo soggiorno di quella casa s’è riempito di circa 40 persone. Ci siamo sistemati meglio che potevamo: chi a terra, chi in piedi, qualcuno appoggiato al muro, o a un mobile della cucina, qualcuno addirittura ancora sulla porta, o proprio vicino al bagno.
Di lì a poco, Francesco Pacifico, Veronica Raimo, Nino D’AttisRossano Astremo hanno iniziato a leggere a turno degli inediti: l’incipit di un nuovo romanzo, un brano di un poema in corso di traduzione, delle poesie, un racconto.
Mentre ascoltavo quegli autori leggere, mi sono dimenticata di trovarmi in una casa sconosciuta, con gente che (a parte qualche eccezione) non avevo mai visto prima, in uno spazio piccolissimo. Mi stupiva, piuttosto, la partecipazione che si respirava, l’attenzione di tutti i partecipanti, e mi stupiva l’imbarazzo con cui più o meno tutti gli autori leggevano i propri inediti, benché la cornice fosse molto meno formale del solito.
Ad aprire e a chiudere la lettura è stata la cantautrice Alessandra Pasi. Una formula insolita, dunque, e molto interessante. Gli organizzatori promettono di ripetere l’esperienza. In un’altra casa, in un’altra zona di Roma. Questa volta l’intero incontro sarà dedicato alla poesia.