Come un diario

Mia madre dice che non so cos’è la vita,

che tutti i libri letti non temprano il mio corpo,

che così continuando andrò alla deriva

che zappare la terra è altro che letteratura!,

dice Guarda tuo padre. Hai visto le sue mani?

Mani grandi e grosse dove s’annida la fatica.

È vero, le mie mani sono morbide come spugna.

Una volta, a letto, una ragazza mi disse:

Mi piace la morbidezza delle tue mani.

Si vede che non hai mai lavorato.

Non smettere di toccarmi. Non ora, ti prego.

Mia madre dice che le sue mani perdono vigore,

afferrano gli oggetti per poi lasciarli crollare.

È il tempo che scorre, che morde, che brucia,

è l’incubo sottile a cui non dare nome.

r.a.