da “Trilogia di New York”: “Ora sono principalmente un poeta”

da Trilogia di New York

di Paul Auster

Ora sono principalmente un poeta. Ogni giorno mi siedo nella mia stanza e scrivo una poesia nuova. Tutte le parole le invento da me, come facevo quando vivevo al buio. Comincio a ricordare le cose in quel modo, a fingere di essere tornato nel buio. Sono l’unico a sapere il significato delle parole. Non si possono tradurre. Queste poesie mi renderanno famoso. Batti il chiodo sulla testa. Ie, ie, ie. Splendide poesie. Talmente splendide che faranno piangere tutto il mondo.

Un giorno forse farò cose diverse. Quando avrò finito di essere un poeta. Vede, prima o poi esaurirò le parole. Ognuno ne possiede in quantità limitata.  E cosa farò dopo? Penso che dopo vorrei fare il pompiere. E dopo ancora il medico. Non fa differenza. L’ultima cosa che voglio essere è il funambolo equilibrista. Quando sarò molto vecchio, e finalmente avrò imparato a camminare come tutti gli altri. Allora danzerò sul filo, e la gente resterà sbalordita. Anche i bebè. Questo è ciò che vorrei. Danzare sul filo fino alla morte.