Tutto in una notte. Guida illustrata al clubbing (Isbn, 2008)

“Credevo fosse un cinema”

di Rossano Astremo

La mia indole ed il mio fegato da anni si oppongono alla logica del divertimento espresso attraverso il ballo da consumarsi in discoteca. Credo che l’ultima volta che ho mosso il mio corpo simulando passi di danza sia stato nel 2004, durante il matrimonio di mio fratello, ma ho delle attenuanti: 1) ero ubriaco come uno scoglio eroso dalle onde; 2) stavo recitando una parte dinanzi all’immenso pubblico familiare. Quello non ero io. Però ci sono dei filmini amatoriali che testimoniano il fattaccio. E questa non è una bella cosa. Quindi quando tra le mani ho avuto “Tutto in una notte. Guida illustrata al clubbing”, testo edito da Isbn e scritto da Neil Borman e Daniel Pemberton, ho pensato questo libro non riuscirò mai a leggerlo, forse neanche a sfogliarlo. Poi, l’altro giorno sono a casa con una mia amica, beviamo vino e discutiamo dei minimi sistemi (ad esempio: “Il divo” non è il film più riuscito di Sorrentino e “Gomorra” non è poi sto capolavoro di film), mi allontano un attimo per andare in bagno e al mio ritorno lei è immersa nella lettura di “Tutto in una notte” e comincia a leggermi qualche passo e a farmi osservare qualche illustrazione. Devo dire che la caratteristica principale del libro è l’ironia, Boorman e Pemberton prendono per culo alla grande i clubber, quei tipi che fanno del ballo la monade attorno a cui costruire la loro esistenza. Il libro presenta al suo interno quattro parti: 1) Parte prima: pre-club. La quiete prima della tempesta; 2) Parte seconda: l’arrivo. Comincia il carnaio; 3) Parte terza: in pista. L’utopia dell’immoralità … con luci stroboscopiche; 4) Parte quarta: post-disco. L’onnipotente risacca. E la tipologia di individui analizzati dai due autori è davvero massiccia ed esilarante. Però vi lascio segnalandovi delle percentuali, che non fanno mai male. Perché i clubber fanno clubbing? Il 21% per consumare droghe, il 14 % per comprare droghe, il 5% per vendre droghe; il 10 % (mi sembra una percentuale eccessiva, n.d.a) per ascoltare effettivamente musica, il 12 % per posing (ovvero ballare flessuosamente con le amiche guardando proprio nella tua direzione (per ragazze) o flettere/massaggiare il tricipite brachiale fasciato da una maglietta attillata (per ragazzi)), un altro 10% perché ritiene che sia l’unico posto che vende alcolici ad ora tarda, il 25 % per mal riposte speranze di avere un rapporto sessuale ed infine il 3 % perché credeva fosse un cinema.