una poesia di Carlo Carabba: da I giorni della pioggia (peQuod, 2008)

da I giorni della pioggia

di Carlo Carabba

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Se l’energia è prodotta dal quadrato

del corso della luce e della massa,

se si diffonde su una curvatura

infinita e perfetta

dal centro alle sfere più estreme

di un universo chiuso e limitato,

io resto testa all’aria

tra i moti corruttori

del mondo sublunare.

Il cielo su di me è parete,

un vetro, una finestra.

Lo sfondo di un dipinto

profondo a nord lontano

e a sud disteso e largo.

Posso partire e non allontanarmi

conosco solo il qui e non il là

e ogni distanza coperta vuol dire

nuove distanze da coprire.

e sono sempre dove sono e mai altrove

e porto ogni mio bene

e porto ogni mio male.