L’inutilità della specie

L’inutilità della specie

di Rossano Astremo

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Laura piange poggiata sulla porta d’ingresso di una palestra. Ha appena ricevuto un sms. Marco, il suo ragazzo da due anni, le ha scritto Non ti amo più. Mi dispiace.

Carlo è nella sua stanza, nudo, steso sul letto. Ascolta Lungo i bordi dei Massimo Volume. È uno dei cd che il fratello maggiore gli ha lasciato in eredità prima che lo trovassero impiccato nello scantinato, tra uno sciame di topi e delle botti di vino.

Carlo si misura il pene con un righello. Caterina, la prima ragazza con cui ha scopato, gli ha detto che è troppo piccolo, che è per quello che non ha mai avuto un orgasmo con lui, mentre Luigi, il suo ex…

Elisa è chiusa in bagno. Ha gli occhi serrati e la bocca aperta, tra le cosce muove un dildo rosso che le sue amiche le hanno regalato per il diciottesimo compleanno.

Si masturba pensando a Roberto. Lo immagina nudo, dietro di lei, che la scopa tirandole i capelli e chiamandola troia. Elisa non ha mai fatto sesso. Elisa non ha mai conosciuto Roberto. È un tizio del 5° anno dagli occhi azzurri e dai capelli alla Eddi Vedder.

Claudia si reputa una donna dalle larghe vedute. Suo marito ha un’amante. Una polacca ventiduenne. Claudia lo sa. Ha letto i messaggi che erano sul telefonino del marito. Roba scottante. Roba di intima descrizione di amplessi consumati nella station wagon di famiglia. Mi è piaciuto tanto quando me lo hai messo in bocca, scriveva la polacca.

Una sera, nel dopocena, dice al marito di sapere tutto. Dice va bene così. Dice perché non la porti a cena qui.

Claudia è stata trovata morta nella camera dei bambini un mese dopo la rivelazione. Aveva ingollato un flacone di Citalopram condito da vodka liscia.

Mirko sbircia nella borsa della sua fidanzata. Trova una foto del direttore responsabile del settimanale per il quale lei lavora. È vestito da slave, immortalato nell’atto dell’eiaculazione.

Mirko non sa cosa pensare. Sente come una fitta al cuore. Cerca di farsene una ragione. è solo una foto, dice. Dà un’altra sbirciata all’immagine. Osserva la traiettoria dello sperma. Ora la fitta passa dal cuore alle tempie. È solo colpa mia, me la sono cercata. Non dovevo spiare nella sua borsa.

Irene legge Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes. Aspetta con ansia il rientro di Umberto, il suo compagno. Vuole leggergli alcune pagine che ha trovato sublimi. Umberto insegna Semiotica all’Università di Cassino. Irene era una studentessa di Umberto. Si sono conosciuti a lezione. Una storia come tante, in fondo. Irene non sa che mentre legge le pagine di Barthes dedicate all’osceno, Umberto è nel suo studio che lecca la fica di una matricola.

Mauro ama due donne. Lo sa, agli occhi degli altri questa sua convinzione risulterà folle ed illogica. Però è arrivato ad un punto di saturazione. Non può più dividersi tra le due. Carolina è un’attrice di fiction. Di lei ama la sua voglia di vivere ed il suo culo. Alessia è una scrittrice di noir. Ha pubblicato il suo terzo romanzo con Einaudi. È tra le scrittrici italiane più osannate del momento. Ha anche ricevuto una recensione firmata da Pietro Citati su la Repubblica. Di lei ama l’intelligenza e il modo di scopare. Mauro deve scegliere. Non può continuare ad iterare questo doppio gioco. Opta per la monetina. Testa o croce. Testa l’attrice. Croce la scrittrice. Se tutto va a puttane potrà beatamente attribuire l’esito al caso.

Luigina ha 43 anni. Non fa l’amore da 12 anni. Da quando il marito le ha tirato un martello sul viso: fotogramma del crollo definitivo del suo matrimonio. Si masturba regolarmente. Una volta al giorno, attorno alle 23. Chatta con sconosciuti ai quali mostra tramite webcam il suo corpo. Ogni sera sceglie un uomo diverso. Non mostra mai il viso. Il suo nickname è Pussy Power.

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