Mercatino/Moresco

Ieri ero con l’amico Grammatico al Pigneto, dove c’era un mercatino poi mica tanto interessante, con qualche venditore di libri usati. C’erano buoni titoli, ma il sottoscritto si è catapultato su due volumi che già possiede, ma che al prezzo di 2 euro andavano assolutamente comprati, ovvero i Canti del caos di Antonio Moresco, sia il primo volume, edito da Feltrinelli, che il secondo, pubblicato da Rizzoli. Ho regalato il secondo volume a Grammatico. Penso che regalerò anche il primo. Sfogliandolo ho trovato delle simpatiche annotazioni di colei/colui che possedeva il romanzo in precedenza. A pagina 87 sottolinea le seguenti frasi: “Ha cominciato a pettinarsi in silenzio, con gli occhi socchiusi, di fronte allo specchio. ‘Mi sto pettinando il sangue’, mi ha detto”. Di lato c’è la seguente annotazione del lettore/lettrice: “Attaccarsi al gesto quotidiano che in assedio diventa simbolico”. Ho troppo caldo per continuare a segnalarvi le annotazioni bizzarre di cui è pieno questa copia dei Canti del caos. Naturalmente invito tutti coloro i quali non l’avessero fatto ad addentrarsi nell’immaginario caustico della prosa di Antonio Moresco, in attesa del terzo volume dei Canti del caos.