una mia poesia

Dalla moschea arrivano preghiere che tagliano il silenzio,

due gatti amoreggiano nella penombra,

l’alba getta fili di fuoco sulle ore a venire.

Nel covo della stanza i miei occhi inseguono l’umido,

un libro di Barthes è aperto da ore sulla stessa pagina.

Tu sei a poche centinaia di metri da me,

senza un bruscolo di sonno, alle cinque del mattino:

a cosa stai pensando?

Chissà se, come milioni di altre volte,

le nostre menti producono il medesimo pensiero.

Collima il nostro immaginario ancora, vero?

r.a.

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