In fondo sono un poeta, nient’altro

Ieri una ragazza mi ha chiesto se

le vendevo un po’ di eroina,

ho risposto ho smesso, mi dispiace,

ovviamente scherzavo, ma

lei mi ha guardato con occhi tragici.

Era sfatta, bionda ossigenata, pochi chili, una birra

tra le mani nella mistica di una nuova botta.

Alessandra ha smesso di cantare Tu no

di Piero Ciampi. Ogniqualvolta un corpo

distrutto le si avvicina i suoi occhi

si riempiono di lacrime e la sua chitarra

cessa di modulare accordi: in un blocco di respiri.

Io, che negli ultimi mesi piango spesso,

ho occhi che sono nuvole slavate

in attesa di rifiorire in diorami di arcobaleni.

In attesa: per ora li socchiudo. Si sta bene.

r.a.