una mia poesia

È che a volte mi sento fatto a pezzi,

come se un machete avesse compiuto

la sua opera di sottile frantumazione

con una violenza che oltrepassa la storia.

Eppure vorrei restare tutto intero,

trovare un’equazione di sentimenti

in grado di ridurre a zero le incognite,

risolvere integrali di dolori

con la stessa facilità con cui bestemmio Dio,

perdermi in seni e coseni di eventi

e poi riannodare l’esatto grado della gioia.

(Se iniziassi a correre a perdifiato

su questo immenso prato verde,

quanto resisterebbe il mio corpo

prima del crollo verticale?)

r.a.