Alessanra Amitrano su “Citofonare Interno 7”: Corriere della Sera

Tendenze. In casa Astremo il primo incontro di “Citofonare interno 7”

POESIA, VIDEO, PITTURA E MUSICA, LA CULTURA TORNA NEI SALOTTI PRIVATI

di Alessandra Amitrano

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“Citofonare Interno 7” è il nome di un’iniziativa inaugurata sabato 24 maggio in un appartamento di via della Maranella. Francesco Pacifico, Veronica Raimo, Nino D’Attis e Rossano Astremo, scrittori, e la cantautrice bresciana Alessandra Pasi, si sono incontrati nella casa di Rossano Astremo per leggere, davanti a un pubblico inaspettatamente vasto di invitati, brani tratti da libri inediti ma di prossima pubblicazione. A ideare e organizzare l’evento è stato lo stesso Astremo, attraverso il suo lit-blog Vertigine, insieme a Podoff (www.podoff.it), contenitore di notizie e informazioni, podcast su teatro, arte, musica e spettacolo.

Qualche sabato fa, “Citofonare Interno 7” si è svolto in un appartamento di piazza dei Condottieri. A differenza della prima, questa volta a leggere c’erano soltanto poeti: Girolamo Grammatico, il padrone di casa, Nino D’Attis, Anna Laura Longo, Rossano Astremo, Francesco Dimitri, Andrea Capanna, Mauro Pettorruso.

La casa era letteralmente stipata di invitati, tutti rigorosamente seduti per terra ad ascoltare e a bere vino, abbondante, come anche durante il pomeriggio di via della Maranella.

Ad aprire la serata di Piazza dei Condottieri non è mancata, neanche questa volta, della buona musica: il gruppo ram_Era, chitarra e voce, ha suonato sulle immagini di Polistilene, un documentario di Anna Franceschini.

Mentre Cristiano Peluso dipingeva in diretta un quadro che avrebbe regalato al padrone di casa, le letture si succedevano una dietro l’altra.

Rossano Astremo, barba, baffi e capelli attentamente scompigliati, scandiva le parole delle sue poesie come fossero perle rare, suoni preziosi che catapultano in spazi sconosciuti: “Mia madre dice che le sue mani perdono vigore, afferrano gli oggetti per poi lasciarli crollare. È il tempo che scorre, che morde, che brucia, è l’incubo sottile a cui non dare nome”, sono gli ultimi versi di una sua poesia, letta, assieme ad altre, sabato scorso.

Assieme a Rossano a leggere, o meglio a “performare”, c’è stata Anna Laura Longo, magra, pelle diafana, occhi chiarissimi, una lunga gonna plissettata, una maglia che lasciava scoperto il decollette e una cinturone da uomo messo a mo’ di collana, ma anche di collare-guinzaglio: si incrociava intorno al collo per terminare con la fibbia chiusa appena sopra il fondoschiena. Incantevole e vampiresca, Annalaura ha steso un tappeto tra lei e gli ascoltatori; sopra ci ha messo delle ciliegie, del pane, un quaderno ricoperto da una stoffa che sembrava pelle umana, dei cerotti, del tulle rosso, delle maglie di lana color pelle su cui aveva cucino pezzi di lana color carne. Gli oggetti, insieme a lei che recitava a memoria versi suoi, si chiamavano “Color carne per deposizione rossa”.

Nino D’Attis aveva letto anche a casa di Astremo, l’appartamento di via della Maranella, e già là aveva commosso. L’autore salentino fa parte di quella rara razza di scrittori che non fanno finta di mettere il cuore in quello che scrivono ma ce lo mettono veramente, spesso senza volerlo, senza farlo apposta, con tutti i rischi che una cosa del genere comporta.“L’idea sta prendendo piede”, dichiara Astremo a proposito dell’iniziativa, “molta la gente che ha dato la disponibilità della propria dimora per organizzare i prossimi appuntamenti. L’idea è forte. Bisogna ottimizzarla, senza perdere di vista il motivo ispiratore, ovvero fare della letteratura un momento di condivisione e convivialità che esula dalle logiche commerciali di diffusione e vendita di libri”.Il prossimo appuntamento è già fissato: stasera l’incontro sarà dedicato ai romanzi italiani dimenticati. Anche questa volta, sarà protagonista un appartamento del Pigneto.

Articolo apparso oggi sul Corriere della Sera – Roma