una mia poesia

Che giunga immenso il potere

burrascoso dell’analogia,

il legame chimico di parole in guerra

che nell’unione esplodono

in forme e figure deraglianti.

Che nulla e nessuno segua il corso

sbilenco dell’ovvio,

il retrocedere di corpi in sudari

scuciti che spiano nell’oltremondo.

Che persista ancora per molto

quella luce dalla provenienza non nota

che dona il primo verso,

la nascita del tutto, l’avvampo

dell’inchiostro sulla bianca carta,

lo scavo vetroso che dalla lampada

si proietta illogicamente sino al cielo.

Che regni splendida la vita immaginaria,

il nascondersi in nuovi mondi liquidi,

la folle escrescenza di tumori

che urlano Fine! come un certo punk smarrito.

r.a.

22/07/2008