una mia poesia

Sei vivo, Rossano, spegni la luce delle scale

mentre risali, apri la porta, spogliati

e sorseggia l’ennesima bottiglia di vino.

Questa umana notte non sarà la migliore,

la donna che ami è lontana, nel cerchio

limpido di luce che ti sfiora tutto è superficie,

ma sprofonda nel grande cuore segreto

del pensiero e succhia il vuoto fino alle radici.

Sei vivo, Rossano, arde la linea della vita,

minima, come enunciato più volte da cartomanti,

cadi sotto le poche nuvole che ti percuotono

e vivi sdoppiato in permanenza.

Sei vivo, Rossano, accarezza trasognato il calice,

ascolta questa musica di sottomondo

e taci, taci sino alla scomparsa della veglia,

sfiorati la gola calda ed addormentati,

sogna, sogna ed ancora sogna.

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