Mauro Covacich, Prima di sparire (Einaudi, 2008): un estratto

da Prima di sparire

di Mauro Covacich

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Quando stai male, quando stai talmente male che ti pare di morire, quando il cuore ti scoppia e il male dilaga dappertutto, quando pensi che lo scricchiolio che senti è il tuo cervello che si spacca, fai così: trattieni l’urina. Esci, parla con gli amici, bevi insieme a loro, non pensare a te. Resta fuori fino a tardi,continua a bere e non andare al bagno. A un certo punto, molto dopo lo stimolo, comincerai a sentire dolore, ma tu non mollare. Resisti. Ti verranno i sudori freddi, gli spilli dentro la vescica, ti bruceranno le tempie. L’urina premerà, il sangue martellerà e tu finalmente starai più male di quanto avresti mai pensato. Mi raccomando, dovrai aspettare il momento in cui ti sembrerà impossibile trattenerla più a lungo, aspettarlo e stringere i denti fino al momento successivo, e poi ancora, fino a quello dopo. Finché sentirai il punto, un punto che la disperazione riconoscerà all’istante, oltre il quale davvero non potrai fare a meno di urinare. E finalmente sarai lì, davanti a quella gola di ceramica, con le gambe larghe, la cerniera aperta, il giubbotto e la sciarpa ancora addosso. Allargherai bene i pantaloni per rilassare la vescica e piano piano l’urina ti renderà felice. Sarà quello l’attimo in cui ti appariranno chiare due cose: primo, il controllo dello stimolo ti ha fatto dimenticare lo scricchiolio del cervello; secondo, la sensazione fisica del sollievo è sempre pronta a umiliare, con la sua sfacciata, vergognosa, prepotente beatitudine, il tuo peggiore stato d’animo.