The Believer/2 (Isbn, 2008): recensione

Qui si recensiscono i bambini

di Rossano Astremo

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“Secondo voci non confermate, ostentare una copia del Believer in pubblico agevola il conseguimento di favori sessuali”. Questo scrivono i ragazzi di Isbn nella chiusura della pagina di presentazione del secondo volume che raccoglie il meglio di quanto pubblicato da “The Believer”, il mensile letterario fondato da Heidi Julavits, Vendela Vida e Dave Eggers nel 2003. Ecco, io ho provato ad ostentare la copia del Believer, ma di favori sessuali nessuna traccia. Ok, ok, è che non sono in forma, dovrei tagliare la barba e i capelli, dovrei rinnovare il mio guardaroba e non faccio molta vita mondana. Come molti dei miei lettori sanno io credo che Eggers sia un grande paraculo, buon narratore, ma soprattutto grande catalizzatore di energie creative, mente che pompa di continuo idee che si trasformano in dollaroni. Per metterla nel facile citazionismo, Eggers è una delle menti migliori della sua generazione che si circonda di gente altrettanto oltre le righe. Riferendomi a questo secondo volume, potrei parlarvi dell’intervista che Jonathan Lethem fa a Paul Auster o a quelle che i redattori della rivista fanno a Tobias Wolff, Orhan Pamuk e Todd Solondz, o della conversazione tra Don DeLillo e Greil Marcus, potrei farlo, perché molte di queste interviste contengono spunti interessanti, ironici e spiazzanti, ma c’è una cosa che mi fa impazzire in “The Believer” ed è lo spazio riservato alla recensioni. Sì, ma non si recensiscono mica prodotti culturali, libri, film, dischi, ma tutto il logicamente non recensibile, tipo motel, seghe elettriche, insetti, strani aggeggi che fungono da generatori di musica ambient e soprattutto bambini. Sì, ci sono “recensioni” di bambini. Leggete il pezzo di Rick Moody a pagina 29, su una bambina di nome Caitlyn. L’ho trovato delizioso. Per il resto, ancora merito ad Isbn per il lavoro che sta facendo.