Il più grande poeta italiano vivente: secondo Luca Ariano

Preghiera del poeta postmoderno

di Mimmo Cangiano
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Poesia
che non sei vita
magistra,
che non sei mito
o faro da seguire,
che non sei bestia
o angelo, che non hai
i mezzi quando la notte
arriva (e arriva)
per farla finire,
oggi ti omaggio
per ciò che sei
(tu che non fai paura)
museo, mostra, esposizione
permanente,
fiore all’occhiello
della letteratura.

E ti chiedo:
accanto al sogno
mantieni la ragione,
(andrà a finire male senza quella)
ed al tuo fianco serra
l’intelligenza,
se la nevrosi è assente
mi trovi pronto agli scherzi
non perdo un attimo, corro,
scrivo alla Palazzeschi,
se invece l’ansia incalza
e i giorni sono neri
stasera gioia mia
torneremo a Sereni,
ed ai nemici (e ai loro cervellini)
serviremo Pasolini
e quando il cuore batte
ricordami Fortini,
niente è vano Poesia,
è in ciò la tua grandezza?
niente da buttar via?
e per la giovinezza
i cristallini suoni
di Gozzano, o quelli
più nebbiosi (nebbiosi al latte)
di Caproni,
e per le mie vecchiaie
preservami la stanchezza
dell’ultimo Montale
dell’ultimo Raboni.

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