Pedro Lemebel, Baciami ancora, forestiero (Marcos y marcos, 2008): incipit

da “Baciami ancora, forestiero”

di Pedro Lemebel

TAPPETO VOLANTE SUL CAMPO DELL’ORRORE

PISAGUA SULLE PUNTE

:::

E proprio oggi, quando il Paese è saltato nel futuro con uno zaino pieno di cadaveri che sgocciola la traccia del suo riconciliato progresso. Quando i giorni di spavento sembrerebbero svaporati e rimane indietro nell’ieri l’aureola mestruata di quel tempo. Notti di irruzioni, mattine con camion verde oliva alla porta, in attesa di passeggeri destinati al confino. Verso il Sud, fino a un’isola sperduta sulla carta geografica. Verso il Nord, fino a qualche sezione delle miniere di sai-nitro trasformata in campo di concentramento. E lì, nel momento di abbandonare il passato, la vita familiare e la casa, con la soldataglia che obbligava a partire, con i militi, mitragliette in mano, che spintonavano gli arrestati, i quali, isterici, non sapevano cosa buttare nella valigia dell’esilio. Afferrando il soprabito, la sciarpa e il parka nel caso facesse freddo. Dai, José, vedi di non dimenticarti le medicine. Uhé, Carmen, le siringhe dell’insulina per il diabete. Così pure mutandine, gambaletti e assorbenti per la ragazzuola arrestata al liceo. E nella fretta, senza la minima idea di destinazione o futuro, era difficile capire cosa portare con sé nel bagaglio della prigionia. Soprattutto se uno disponeva solo di una manciata di minuti, pressato dalle grida e dagli spintoni dei soldati intenti ad ammassare militanti di sinistra sotto il telone verde-non-speranza del camion blindato.
La mattina che vennero a cercare Gastón, la sua casa era un ambaradàn di biancheria e pacchetti che le mani biancocarnose del ballerino e coreografo confezionavano e disfacevano. Fotografie, cosmetici, tutine e scarpette da ballo striavano il pavimento, mentre lui, una stella della danza che aveva messo il proprio cuore sulle punte per sostenere il sogno di Allende, pigliava una coperta, buttava un pigiama di seta, sceglieva un gilet, veniva preso dai dubbi di fronte a una camicia sportiva, metteva via scarpe col tacco, gli cadeva uno spazzolino, mentre due militi impazienti lo prendevano di mira col dito sul grilletto. Ma lei ha idea di dove ci porteranno?, domandò Gastón aggrottando le sopracciglia depilate. È un segreto militare che mica le posso dire. E si dia una mossa che abbiamo poco tempo, borbottò il coscritto quasi latrando. Ma io ho bisogno di sapere se si tratta del Nord o del Sud, se fa freddo o caldo, per decidere che vestiti portarmi. Penso che a lei gli tocca il Nord, gli disse seccamente il soldato. Ma in che zona del Nord? Spiaggia o cordigliera? A Pisagua, pare. Allora è spiaggia, sabbia, mare e sole, pensò Gaston afferrando al volo il costume da bagno e un asciugamano.