una poesia di Maria Grazia Calandrone

Ho aggiunto un corpo trasparente alla casa

di Maria Grazia Calandrone

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Ho aggiunto un corpo trasparente alla casa

Vedendolo giocare con la palla e osservando la fluttuazione

scheletrica della sua anima sotto forma di ombra circos-
tante agli svoli – alle orbite rosse, ai campanili

della palla sull’ampio

schedario terrestre – la bambina gli disse ma tu sei uguale

a me!: inginocchiato, semplice e colpito al cuore – come la
terra

sorvolata dal guizzo delle sfere

riveli il tuo costrutto di animale innalzato.

Ma io credo che dritto sulle gambe

tornerai – perché avanzavi (con la borsa

leggera, quasi vuota) costantemente verso una misura

domestica. Io

sono in pace, data

la luce verso la quale piego il tuo silenzio.

Davanti al tuo silenzio

io ricordo, io sono consumata dalla fratellanza.

Tu adesso sei corpo che non vedo ma che è stato

certamente. E’ bello come l’amore che contempla

il proprio resoconto di violenza e di pace, a cose fatte capire

di avere costruito il visibile e l’invisibile insieme

come una torre che porta in cima una torre, l’intera fabbrica

del mondo.