una mia poesia

Percorro la poesia sottotraccia, come

un verme che assale sottile la sua preda,

dimentico che qui si gioca la scrittura,

in poche segni che stratificano vite.

C’è un mare in cui s’annega ed un mare

che innalza, ci sono pietre che affossano

e pietre che sollevano, ci sono corpi

che cadono e corpi che danzano:

c’è tutto un mondo che respiro e m’ammala.

Percorro la poesia sotterranea, quel

mondo di demoni che scuotono i nervi,

dimentico che qui si gioca la vita,

in pochi segni che donano scritture.

r.a.