Si scrive.

Si scrive da dentro una ferita,

ci si immerge nel profondo, si evita

l’annegamento, si palesa la verità

e la si manifesta, la si ostenta.

Quando si urla tu, quando si urla voi

ci si rivolge ad una folla immaginaria,

ad un popolo assente: un calco di nebbia.

Quel concavo martirio emotivo

coincide con l’intero universo.

Si scrive da dentro una ferita

e la cicatrice è finzione che rima con dolore.

r.a.