Nino G. D’Attis, Mostri per le masse (Marsilio, 2008): intervista

Intervista a Nino G. D’Attis

Il fascino perverso della violenza

di Rossano Astremo

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Torna nelle librerie, a due anni dall’esordio, lo scrittore leccese Nino G. D’Attis, da anni stabilitosi per lavoro a Roma. “Mostri per le masse”(Marsilio), questo è il titolo della sua seconda prova narrativa. Il romanzo è ambientato nella Roma del 2005. Mentre il mondo assiste all’agonia di Karol Wojtyla, l’ispettore Graziano Vignola indaga sull’assassinio cruento di Sabrina Nicolì, una studentessa di architettura. La pista seguita è quella del satanismo che sembra diffondersi a macchia d’olio nella capitale. Come ogni libro di genere che si rispetti, la risoluzione del caso non sarà così semplice come appare e nuove zone d’ombra, riaffioranti dal passato arricchiranno l’enigma.

Violenza, perversioni, satanismo, criminalità, corruzione. Il Male pervade ogni tua pagina anche in questa tua seconda esperienza narrativa. Perché la scelta di lavorare su questo immaginario lacero del contemporaneo?
“Non scrivo romanzi intimisti e magari neanche rassicuranti, è vero. Fin qui credo di aver affrontato storie in qualche maniera mimetiche di quel male che ogni giorno ci tocca, di quel caos fatto di paure vecchie e nuove sempre in agguato. Non riusciamo ad ammettere il nostro viscerale razzismo. Non riusciamo ad ammettere l’attrattiva che l’atto violento esercita su di noi in maniera anche sfacciata, complice anche una certa spettacolarizzazione mediatica della violenza. È una sconfitta: fino a che punto possiamo dirci civilizzati? Come scrittore mi chiedo quali sono le singole storie dietro questa rovina. E, naturalmente, mi prendo la responsabilità di cercare di essere sempre sincero con me stesso e con i miei lettori”.
Graziano Vignola, l’ispettore che segue le indagini sull’uccisione della studentessa di Architettura, è un uomo alla deriva, innamorato perdutamente di una prostituta e con un passato alle spalle col quale dover fare i conti. C’è qualche riferimento letterario nella costruzione del tuo protagonista?
“Non saprei. L’ispettore Vignola è un “rovinato”, uno sbirro al bivio che separa la buona dalla cattiva strada. Le ascendenze meno appariscenti in questo nuovo romanzo potrebbero essere legate ai nomi di Joseph Conrad, Tom Wolfe e Nick Tosches. Anche la Bibbia, probabilmente: uomini allo sbando, prostitute, colpe antiche, padri buoni e cattivi si trovano soprattutto lì”.
Oltre ad essere un narratore, curi da anni “Blackmailmag”, un blog letterario tra i più letti ed apprezzati in Italia. Un paio di titoli che consiglieresti ai nostri lettori?
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Il Castello nella foresta” (Einaudi) di Norman Mailer indimenticabile gigante americano scomparso quasi un anno fa e “Acido Lattico” (Gaffi Editore) di Saverio Fattori, grande scrittore italiano ancora tutto da scoprire”.
Sono in programma appuntamenti in Puglia per presentare il romanzo?

“Spero di tornare presto in Puglia, ho bei ricordi del tour promozionale per “Montezuma Airbag Your Pardon” nel 2006. Al momento non ho delle date precise in agenda ma in effetti stiamo preparando qualcosa in tal senso. Mi piacerebbe incontrare il pubblico di un festival letterario come quello di Campi Salentina. Però finora non mi hanno invitato”.

Articolo apparso sul Nuovo Quotidiano di Puglia