una poesia di Valerio Magrelli

“Ero su un letto di ambulatorio”

di Valerio Magrelli

:::

Ero su un letto di ambulatorio,

nascosto dietro un paravento.

“Antigone”, “Sì”, “Sei qui?”, “Sì, qui”.

Le vertebre, le vertebre.

E iniziano a discorrere tra loro,

due vecchi, due voci di vecchi.

Perché una voce invecchia,

anche nel suono sta l’osso del tempo

anche nel fiato. Soffiavano, e c’era

dentro un’eco di se stessa,

un’eco che precedeva la pronuncia.

Qualcosa di scassato, il midollo

sfilato dalla spina dorsale e

sguainato come una spada luccicante

voce-carcassa

vertebra della voce.