due poesie di Francesco Tomada

da A ogni cosa il suo nome (Le voci della luna, 2008)

di Francesco Tomada

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da “Tre diviso due”

Tre diviso due

Ricordo che un giorno scherzavamo
se ci lasciassimo cosa sarebbe dei nostri tre figli
uno e mezzo a testa?
li taglieremmo a metà?

era un gioco stupido, ancora più stupido
adesso che sembra avverarsi
c’è una realtà dove si perde tutti
e tre diviso due fa zero

VII

Il tuo seno mi riempie giusto il cavo della mano

oggi ho le dita tagliate e piene di schegge di legno
e c’è un complimento che mi spaventa
e non posso dirti: il tuo corpo ha
la forma del mio dolore