Articolo apparso su Il Riformista di oggi

Elogio della biblioteca

di Rossano Astremo

Ci regala un’altra piccola gemma Albert Manguel con “La biblioteca di notte”, libro edito da Archinto, pubblicato a due anni di distanza da “Diario di un lettore” (Archinto, 2006), che ha ricevuto il premio Grinzane Cavour 2007 per la sezione Saggistica d’autore. Manguel, scrittore nato e formatosi a Buenos Aires, di cittadinanza canadese, vive ora in un villaggio della Francia. Il libro che lo ha reso celebre in Italia è “Con Borges” (Adelphi, 2005), nel quale racconta il suo incontro, avvenuto nel 1964, quando era appena sedicenne, con Jorge Luis Borges, del quale divenne, vista la cecità dell’autore di “Finzioni”, suo personale lettore.

In “La biblioteca di notte” Manguel ancora una volta ci porta per mano nel mondo dei libri, attraverso una profonda immersione nel luogo deputato a custodire e tramandare la memoria passata, ovvero la biblioteca. Non è solo una meditazione sulla biblioteca come spazio privato, come quello costruitosi con meticolosità esasperata dallo stesso autore, ma anche una luminosa analisi sulla biblioteca come spazio pubblico, punto nevralgico della formazione di un numero indefinito di generazioni, con riferimenti che si muovono liberamente lungo il trascorrere dei secoli, dall’utopia di immortalità ricercata nell’antica Alessandria d’Egitto allo stato aleatorio frutto della presa di potere influente di Internet.

Manguel ordina le sue riflessioni, sempre piene di riferimenti e citazioni, colte e mai scontate, per capitoli che spaziano da considerazioni sulla biblioteca come luogo del mito, dell’ordine, del potere, del caso, dell’immaginazione, della sopravvivenza, dell’identità e della mente.

Per Manguel il perdersi nei libri è continua pratica di ricerca, messa in discussione delle proprie conoscenza acquisite, dimostrazione di indiscussa libertà.

Articolo apparso su Il Riformista del 27 dicembre 2008