tre poesie di fine anno

Ora che è amputato il nostro amore

ricucimi sino all’istante del nuovo incontro.

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Tutto il tuo corpo è magnete

attaccato al dentro che m’irradia.

Vacillo al risucchio del sangue:

rotoliamo sotto il letto

tra le folgori della stretta morsa.

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Non negarmi l’impeto vocale,

la sussultoria scossa della voce.

Dammi parole al sapore d’ardesia,

un filo di suoni a cui aggrapparsi

nel trapasso della luce.

r.a.