Citofonare Interno 8 questa sera a Bari

cit-8

Quattro stanze per

Paolo Panaro
in
Una indicibile tragedia meridionale

Licia Lanera (Fibre Parallele Teatro)
in
2. (DUE)

Con la partecipazione straordinaria, per voce, video, parole e note
di
Carmelo Bene, Raffaella Carrà, Elvis Costello, Canio Loguercio, Gennaro Cosmo Parlato, Pier Paolo Pasolini, Arthur Rubinstein, Lello Voce & C.

Panettone e spumante avanzati e qualunque genere di conforto saranno i ben accetti.

Ingresso libero fino ad esaurimento dell’appartamento.

Evento ideato e organizzato da:
Antonio Di Giacomo, Gianfranco D’Onghia e Ines Pierucci

Una indicibile tragedia meridionale
Il racconto è una storia assemblata da Paolo Panaro riscrivendo alcune pagine di celebri autori, cementate fra loro tramite le più celebri e suggestive atmosfere letterarie legate al Mezzogiorno, nello stile del pastiche. Vi confluiscono pagine dimenticate di Tomasi di Lampedusa, Giovanni Verga, Luigi Capuana, Federico De Roberto ma anche Delfini, Proust, Pirandello, D’Annunzio, con riferimenti costanti al cinema, al teatro, ai luoghi comuni sugli italiani e sul ‘calore’ della gente del Sud. Il risultato è un racconto teatrale in forma di esperimento pseudolibertino, visto attraverso lo sguardo sarcastico di un Landolfi e raccontato con la voce beffarda di un Arbasino. E’ la saga di una famiglia patrizia giunta al suo capolinea gentilizio, schiacciata dai vizi e dalla modernità e prostrata dinanzi alla nuova economia borghese. Il contesto ambientale è, ovviamente, sempre lo stesso: sole abbagliante, afa insopportabile, mare sterminato, interminabili pomeriggi d’agosto, la vecchina vestita di nero, cicale che cantano e terra arida faticata e ingrata. Panaro legge il racconto ‘che si va formando qui e ora, sotto gli occhi di tutti’ come fosse la prima lettura di un’infima sceneggiatura di una soap opera, che attende impaziente l’inappellabile responso dell’audience. Si ride.

Paolo Panaro
Attore e regista, nato nel 1965, è allievo di Orazio Costa Giovangigli, Luca Ronconi e Tonino Pierfederici. Ha lavorato con Roberto De Simone, Walter Pagliaro, Daniele Abbado, Lucilla Morlacchi, Massimo Venturiello, Roberto Herlitzka. Parallelamente all’attività di attore e regista conduce, a partire dal 1990, un singolare percorso drammaturgico legato al teatro di narrazione, elaborando e proponendo testi letterari e poetici poco frequentati dal teatro tradizionale, quali Gerusalemme Liberata di T.Tasso, Lo Cunto de li Cunti di G.Basile, Baldus di T.Folengo, la Recherche di Marcel Proust. Tutti gli spettacoli del suo vasto e poliedrico repertorio sono caratterizzati da una colta ed emozionante tensione poetica e linguistica. Collabora con varie università italiane ed estere, per le quali organizza e dirige corsi di alta specializzazione in qualità di esperto di narrazione e di formazione scenica.

2. (DUE)
“Guardami, guardami. Spiami, spiami. Godi assistendo al massacro. Io non risparmierò un dettaglio. Esaudirò ogni tuo desiderio di voyeur. Pornograficamente lucida ricostruirò le sensazioni, le immagini, i respiri agonizzanti della vittima, le sue ultime forze, gli occhi vitrei. La recitazione è abolita: il testo è scomposto, sincopato. Per te, per te per te, per te che ti piace guardare.” Continua l’indagine sulla manicalità del nostro tempo, sulla perversione cronachistica della società, sempre attenta a voler entrare nel privato, nell’intimo dell’altro. Così gli assassini diventano eroi. Raccogliamo entusiasti un invito: ci propongono un appartamento e la performance scenica lascia il posto all’iperrealismo casalingo. Il testo si fonde ai gesti quotidiani. Il teatro entra nella vita e con la vita fa i conti. Una sorta di incubo splatter costruito sui brutali racconti di noti assassini, uno fra tutti Luigi Chiatti. Ci ha colpito la loro lucidità nel raccontare degli eventi così gravi, la loro leggerezza, l’inconsapevolezza infantile, di fronte agli occhi attoniti dei parenti delle vittime. E’ l’inquietante straniamento di chi ragione non ha. E’ il muto grido di chi ha perso se stesso nella sua follia.

Fibre Parallele Teatro
Nasce nel Novembre 2005, in occasione della messa in scena dello spettacolo Zio Vanja. Cartolina di campagna sintetica, adattamento del testo cechoviano, per la regia di Licia Lanera. I componenti del gruppo sono Licia Lanera e Riccardo Spagnulo, che hanno iniziato insieme il loro percorso artistico nel 2003 presso il CUT di Bari; successivamente hanno approfondito la loro formazione seguendo seminari con Enzo Moscato, Marco Sgrosso, Massimo Verdastro, Francesca Della Monica, Luca Scarlini, Living Theatre, Odin Teatret. Anche dal punto di vista lavorativo li accomuna un lungo periodo assieme in alcune compagnie, tra cui le significative esperienze con il regista Carlo Formigoni e con il duo Ricci/Forte. Nel Novembre 2007 Fibre Parallele produce Mangiami l’anima e poi sputala, uno spettacolo di e con Licia Lanera e Riccardo Spagnulo. Nel Maggio 2008, Fibre Parallele Teatro, con il progetto “Esercizi di lingua violenta” presentato con il Teatro Kismet e con la collaborazione di Ravenna Teatro/Teatro delle Albe e del Teatro Pubblico Pugliese, è tra i dieci vincitori del bando Nuove Creatività pubblicato dall’Ente Teatrale Italiano. Il progetto si concluderà con una nuova produzione che debutterà nel maggio 2009 al teatro Valle di Roma. Da poco, la compagnia ha debuttato al Teatro Testori di Forlì, con il monologo dal titolo 2.(DUE), progetto selezionato alla finale del concorso EXTRA, promosso dall’associazione GAI (Giovani Artisti Italiani).