Fernanda Pivano, Beat Hippy Yippie (Bompiani, 2004): recensione vintage di Rossano Astremo


Fernanda Pivano, Beat Hippy Yippie (Bompiani, 2004)
di Rossano Astremo

Per ricordare Fernanda Pivano, scomparsa al’età di 92 anni qualche settimana fa, il modo migliore è ripescare il suo amore per la letteratura americana del secondo Novecento tra le pagine dei suoi libri. Ne cito uno su tutti, “Beat Hippy Yippie”, testo pubblicato nel 1972 dall’editore Arcana, all’interno del quale la Pivano analizza alcune delle figure più importanti e rappresentative della scena underground americana di quegli anni, con riferimento particolare agli scrittori della Beat Generation da lei tanto amati. Nel capitolo È morto Neal Cassady, il protagonista della beat generation, la scrittrice rievoca con nostalgia il primo incontro con il protagonista di “Sulla Strada” : “Quando lo incontrai, nel 1962, stava scontando nove mesi di libertà vigilata a Los Gatos, una cittadina a una cinquantine di chilometri da San Francisco dalla quale teoricamente Neal non avrebbe mai dovuto allontanarsi e nella quale aveva ripreso a fare il suo antico mestiere di parcheggiatore. Mi ero messa in testa di ritrovare il manoscritto del suo romanzo. “Il Primo Terzo” di cui tutti gli amici mi avevano molto parlato e che Ginsberg mi aveva citato nella sua dedica a Urlo; e a forza di rompere le scatole a tutti c’ero riuscita e il manoscritto era saltato fuori da una vecchia scatola di detersivo dove Philip Whalen aveva tenuto alla rinfusa i suoi inediti per i molti anni in cui non ebbe abbastanza denaro per pagarsi l’affitto di una camera, e io portai con me questo manoscritto a Palo Alto e Lawrence Ferlinghetti venne da San Francisco a prenderlo per portarlo con sé a Big Sur e poi lo fece copiare a macchina e ora, sei anni dopo, probabilmente finirà per pubblicarlo. Neal lo aveva chiamato “Il Primo Terzo” perché descriveva il primo terzo della sua vita, ma nessuno, e lui meno di tutti, avrebbe mai sospettato che la sua vita sarebbe stata così breve”. Questo brano, scritto subito dopo la morte di Cassady, l’8 febbraio 1968, è dominato da toni di tristezza e nostalgia, per un periodo di grande creatività che stava volgendo al termine, portandosi con sé lentamente i suoi protagonisti. Di particolare interesse sono i brani dedicati dalla scrittrice al cantante rock Bob Dylan, incontrato nel dicembre 1965: “Gli amici mi parlarono di Dylan sul Camper Volkswagen di Ginsberg, mentre andavamo a raggiungere il poeta-cantanta, che quella sera era già a San Francisco, per il concerto dell’indomani. Ogni volta che si suonava Mr. Tambourine Man tutti i ragazzi nel locale lo cantavano in coro, più o meno come i ragazzi del 1957 recitavano in coro i versi di Urlo”. La letteratura beat, che ha avuto nella musica jazz nera uno dei suoi motivi ispiratori, è stata, a sua volta, nuova linfa per un gran numero di cantanti rock bianchi, che vedevano nel messaggio dell’ansia di vivere e della suprema ricerca della folle libertà beat un mezzo attraverso il quale raggiungere il ‘miglior mondo possibile’. La seconda parte di “Beat Hippy Yippie”, dopo l’analisi delle principali figure della cultura beat, si sofferma sulla scena dell’underground europeo, delineando la storia di riviste quali Oz e UFO e le difficoltà di diffusione legate alla censura limitante e repressiva. Nella terza parte la Pivano si sofferma sul teatro underground, nato dalle stesse esigenze di libera espressione beat, e in particolar modo sull’esperienza del Living Theatre di Julian Beck e Judith Malina. Le ultime due parti del testo ritornano su questioni che esulano da esperienze propriamente letterarie per soffermarsi sulla Nuova Sinistra americana e sulla politica del Movimento Nero volta all’affermazione dei propri diritti, contro la logica razzista dei bianchi dominatori. Libro questo della Pivano che ci fa toccare a piene mani l’atmosfera di un’epoca ricca di creatività, libertà, ideali di difficile replicazione. Dopo l’edizione Arcana del 1972, molte sono state le riedizioni del libro. Io possiedo un’edizione del 1977 edita da Bompiani. Potete ordinarlo in libreria, sempre edito da Bompiani, nell’ultima edizione datata 2004.