AA.VV., In una sola notte (Ec Edizioni, 2009)- a cura di Girolamo Grammatico: intervista di Rossano Astremo


AA.VV., In una sola notte (Ec Edizioni, 2009)- a cura di Girolamo Grammatico
di Rossano Astremo

“In una sola notte”, questo è il titolo dell’antologia edita da EC Edizioni che raccoglie sei autori affermati del panorama letterario attuale, un esordiente e un operatore sociale, ed ha come scopo quello di sensibilizzare in merito ai senza dimora, denunciare la condizione di povertà di molti cittadini, coinvolgere i lettori in un percorso di presa di coscienza.
Gli autori presenti nell’antologia sono Nino G.D’Attis, Guglielmo Pispisa, Paola Prosciuttini, Claudio Morici, Gianluca Morozzi, Maksim Cristan, Gaetano Messineo e Mauro Pettorruso. Ogni racconto narra una possibile notte in strada con i suoi deliri, le sue difficoltà, le sue paure e solitudini. Il curatore dell’antologia è Girolamo Grammatico, scrittore e operatore sociale, che da anni si batte per la difesa dei diritti dei senza dimora.
Girolamo, quali sono gli obiettivi di una simile operazione editoriale?
Il progetto ha due obiettivi chiari. Il primo è sostenere “Shaker. Pensieri senza dimora”, il trimestrale su cui scrivono i senza dimora, o meglio: quei senza dimora che partecipano al laboratorio di scrittura da me tenuto al centro diurno “Binario 95”, situato vicino la Stazione Termini. Infatti il ricavato del libro servirà a finanziare la rivista che non ha sostenitori, se non pochi affezionatissimi “abbonati”. Il secondo obiettivo è sensibilizzare sul tema. Purtroppo noi del terzo settore, noi addetti ai lavori non sempre siamo in grado di comunicare con efficacia i percorsi della solidarietà. Anzi, a volte, otteniamo l’effetto opposto. La letteratura e le storie che essa veicola invece parlano a tutti e raggiungono, in un modo o in un altro, l’abito mentale della collettività più di quanto si possa immaginare.
Perché hai selezionato questi autori e non altri?
Anche qui la scelta è stata dettata da due motivi. Il primo, non me ne voglia nessuno, è la stima e l’amicizia che mi lega a queste persone unite alla sicurezza che avrebbero aderito ad un progetto sociale con pieno entusiasmo. Il secondo motivo è il loro percorso di scrittura. Ognuno di loro ha sondato l’animo umano con una sensibilità vicina a quella che cercavo per il progetto. Ognuno di loro, nei libri pubblicati, si è avvicinato alle marginalità della vita raccontando le ombre del singolo uomo e della società.
Se dovessi consigliare un unico racconto ai lettori quale sceglieresti?
Ovviamente consiglierei Gaetano Messineo, l’unico esordiente del libro. Il motivo è semplice: non esiste, attualmente, alcuna occasione per leggerlo, siamo i primi a pubblicarlo e ne siamo fieri!
Sono anni che lavori come operatore sociale nell’ambito delle problematiche dei senza fissa dimora. Com’è cambiata, vista la tua esperienza, la percezione della gente nei confronti di questi uomini e queste donne meno fortunate?
Onestamente, in questi anni, ho visto il radicarsi di numerosi luoghi comuni sostenuti dalla mancanza di un’informazione attenta e dalla ricorsività di piani d’intervento non funzionali alla risoluzione del problema. Sento ancora gente, poco più grande di me, leggo ancora titoli di giornale con la parola “barbone” sbandierata senza senso dire che è una scelta la loro, mi confronto con amministrazioni preoccupate più per la loro poltrona che dei cittadini. Per fortuna, però, i cambiamenti veri, hanno tempi lunghi, generazionali ed io lavoro sul campo da solo dieci anni. Posso dire che piccoli cambiamenti li ho visti, più nei senza dimora, che nei residenti!

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