Mayumi Hattori, L’oscurità e la luce (Edizioni Controluce, 2009): recensione di Rossano Astremo


Mayumi Hattori, L’oscurità e la luce (Edizioni Controluce, 2009)
di Rossano Astremo

Laddove non arriva la critica letteraria può, talvolta, giungere il passaparola dei lettori. Si dice che il successo di “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini sia strettamente legato al potere del passaparola tra i lettori. Pubblicato in Italia a marzo del 2004 con una prima tiratura di 6.000 copie, senza aggressivi piani di marketing, dopo cinque anni è arrivato a vendere oltre un milione di copie. Certo, quello del romanzo di Hosseini è un caso estremo, ma, di certo, non isolato.
C’è un romanzo che da qualche mese circola nelle nostre librerie. Il titolo è “L’oscurità e la luce”, scritto dall’autrice giapponese Mayumi Hattori e pubblicato dall’editore pugliese Controluce. Un libro pubblicato molti mesi orsono ma che, ora, grazie ai forum, ai social network, al passaparola e alla lungimiranza di qualche critico, fa parlare di sé. Una prassi poco usata nel mondo dei libri di oggi, pura merce che con data di scadenza sopra impressa. Dopo pochi mesi se un libro non fa il botto cessa di interessare, le librerie lo accantonano, lasciando spazio alle nuove uscite. Loredana Lipperini, la giornalista di Repubblica e della trasmissione radiofonica Fahreneit nelle pagine del suo blog ha definito “L’oscurità e la luce” un “romanzo bellissimo”, che consiglia vivamente “per la grazia e la forza con cui la storia viene narrata, senza un alito di autocompiacimento nonostante la maestria con cui la scrittrice cambia registro man mano che Reia/Rei cresce”. Sì, Reia è il nome della bambina cieca che all’inizio della storia ha tre anni, è prigioniera e le uniche presenze che le sono a fianco sono quelle di suo padre e della sua custode, la feroce Dafne. Quando compie tredici anni, tutto cambia. Reia viene lasciata da suo padre in un cimitero, viene ritrovata dalla polizia e portata in ospedale. Verrà operata e le sarà restituita la vista. E scoprirà di essere un maschio, rapito ai suoi veri genitori e racchiuso in una favola. Favola moderna che si colora di tinte noir per un romanzo dalla trama coinvolgente, scritto magistralmente da una scrittrice, la Hattori, scomparsa nel 2007, in Italia del tutto sconosciuta. La Hattori non ha nulla da invidiare alla Yoshimoto o a Murakami, solo per citare due scrittori giapponesi da noi molto noti e “L’oscurità e la luce” è una storia che riscalda e coinvolge.