Alessandro Leogrande, “Fumo sulla città” (Fandango, 2013): intervista

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Un laboratorio chiamato Taranto

di Rossano Astremo

Alessandro Leogrande è tra gli scrittori pugliesi che più ha donato lustro con i suoi libri alla nostra terra in questi ultimi anni. Vicedirettore del mensile Lo Straniero, diretto da Goffredo Fofi, ha pubblicato, tra gli altri, “Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud” (Mondadori 2008), “Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali” (Fandango 2010), “Il naufragio. Morte nel Mediterraneo” (Feltrinelli 2011) e il recente “Fumo sulla città” (Fandango 2013), un importante reportage che mostra come Taranto sia stata il laboratorio di alcuni tra i fenomeni più devastanti della nostra contemporaneità: la politica televisiva, le emergenze rifiuti, la crisi dell’industria.
Alessandro, un ricordo delle tue estati in Puglia da ragazzo?

Ho trascorso buona parte delle estati della mia infanzia nella masseria dei nonni materni a Gioia del Colle. Per me l’estate ha ancora inequivocabilmente quei sapori e quei colori: i muretti a secco, le querce, i muri bianchissimi, il silenzio delle Murge, i cavalli e i cani, la pace assoluta della controra, la cucina di mia nonna: un universo che affonda le sue radici nei ricordi, e forse nei sogni.
Tre titoli che consiglieresti come lettura per questa estate?
Le frontiere del Caucaso di Laura Barile, un grande libro di viaggio tra l’Africa e l’Asia, tra le pieghe di civiltà apparentemente remote. Il costo della vita di Angelo Ferracuti, racconto di una tragedia operaia dimenticata. Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario di Amara Lakhous, divertente commedia sull’Italia multietnica.
Il tuo rapporto con l’e-book? Leggi libri digitali?
Per lavoro leggo tantissimi libri in versione pdf o epub, molti uffici stampa preferiscono ormai questa forma alla vecchia copia cartacea. Non credo però che l’e-book sostituirà definitivamente la carta, è piuttosto una cosa che gli sta affianco. Diverso è il discorso per quegli scritti che escono solo in e-book, e non su carta.
Infatti il tuo racconto Adriatico è uscito solo in formato digitale, vero?
Sì, Adriatico è uscito di recente solo in e-book, per la collana Zoom della Feltrinelli. Credo che per un testo di 30-40 pagine oggi l’e-book sia la dimensione ideale. Allo stesso tempo credo che nelle edizioni digitali si possano recuperare tante gemme del passato, ormai fuori catalogo, che costerebbe troppo ripresentare in versione cartacea.
I tuoi prossimi progetti di scrittura?
Per ora porto in giro il mio libro su Taranto appena pubblicato, Fumo sulla città. Ci sono molte richieste di incontri e dibattiti. Taranto è una di quelle città che ti assorbe totalmente. La discussione intorno alle sue sorti non finirà per molto tempo. O forse, potrebbe dire un personaggio di Italo Calvino, non finirà mai.

2 thoughts on “Alessandro Leogrande, “Fumo sulla città” (Fandango, 2013): intervista

  1. Lui e una delle persone piu carine da conoscere. Ho avuto la buona sorte che per un’ paio di giorni di vederlo e parlargli..Una persona che ha ancora tanto da dare a questo mondo. Una persona che ci ha aiutato ad aprire gli occhi con “Il naufragio. Morte nel Mediterraneo” . Grazie !

  2. Reblogged this on MeralTodri and commented:
    Lui e una delle persone piu carine da conoscere. Ho avuto la buona sorte che per un’ paio di giorni di vederlo e parlargli..Una persona che ha ancora tanto da dare a questo mondo. Una persona che ci ha aiutato ad aprire gli occhi con “Il naufragio. Morte nel Mediterraneo” . Grazie !

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