Il tennis, da “Tutto questo silenzio” (Besa, 2010)

pallina

da “Tutto questo silezio” (Besa, 2010)
di Rossano Astremo & Elisabetta Liguori

Tennis, il riscatto, sabato 31 gennaio 2009

Il gioco è sottomesso al volo della palla che schizza via come pietra sullo stagno. Il gioco asseconda rotazioni, volteggi e sbuffi di vento. Ci sono gorghi trascinanti. Ci sono fattori che determinano la frenata. Ci sono linee da non varcare, reti da oltrepassare, corpi da assalire.
Ci sono momenti che incidono in maniera irripetibile: memoria muscolare, scarica di adrenalina e frammenti di polvere.
Carlo è sceso in campo con una voglia smaniosa di vincere. L’umiliazione subita la scorsa settimana è ancora intatta nella sua mente. Un 6-1 6-0 che lascia l’amaro in bocca. Fuori dal campo nessun rancore, ma una volta nel perimetro di gioco la voglia di vendetta si fa totalizzante. Mirko invece sembra scarico. Le gambe non mulinano a dovere e il suo gioco fatto di forza e rapidità gira a vuoto. L’irregolare comparire di flebili raggi solari non attutisce un freddo lancinante e dunque le loro divise, che fanno molto torneo Atp, sono tenute nascoste da ben più coprenti tute felpate.
Dopo aver subito un 6-3 iniziale, Mirko reagisce mettendo in difficoltà il fratello, soprattutto con accelerazioni di dritto e con continue palle corte. Vince il tie-break del secondo set grazie a una battuta davvero incontenibile. Carlo ha il solito problema nel rispondere di rovescio sulle battute centrali e potenti del fratello.
Eppure oggi il match sembra essere equilibrato.
Sì, è vero, il gioco è sottomesso al volo della palla che schizza impazzita, furente, imprevedibile, ma è la mente a fare la differenza, a determinare angolature vibratili, a produrre direzioni schizoidi, a creare dinamiche impreviste. Nel terzo e decisivo set è proprio la mente a giocare un cattivo scherzo a Mirko. La sua solita concentrazione sembra svanire. In un attimo, come macchia su superficie tersa, che distrugge l’immacolato splendore.
Sul campo solo la sua ombra. Carlo gli strappa subito il servizio.
Poi la stanchezza inizia a farsi sentire. Carlo non corre più. Si sposta con lentezza. Si fa riprendere sul 3 pari, ma con le ultime energie in suo possesso arriva a giocarsi due match point sul 5-3 con il fratello al servizio. Qui Mirko va a rete per annullare la prima palla match e chiude con il dritto incrociato sulla seconda. Ma nel game successivo Carlo chiude la partita tenendo a zero il servizio.
Punteggio finale 6-3 6-7 6-4.
Carlo torna a vincere dopo un lungo calvario, scandito solo da umilianti sconfitte.
– La moglie dice al marito: “Voglio farmi un intervento di chirurgia plastica!” Il marito, continuando a leggere il giornale, ribatte serenamente: “Amore… fare la chirurgia plastica è come cambiare le piastrelle in bagno: cambi le piastrelle ma il cesso rimane comunque!!!”
– …
– Non mi dire che questa non ti è piaciuta!
– …
– Beh, allora devi sentire questa…
– Ma quante ne conosci?
– Questa è proprio forte! Il marito ritorna a casa alle ore piccole, naturalmente sbronzo. La moglie lo aspetta con la scopa in mano. Nonostante i fumi dell’alcol, il marito dice alla donna: “Ti sei alzata presto per pulire la casa oppure stai per prendere il volo con la scopa?”
Mirko accenna un sorriso. Sorseggia un prosecco, seduto a un tavolino del bar del Circolo Tennis Monteverdi.
Carlo ha ordinato un cioccolato caldo.
Il cioccolato è lì intatto, che si fredda, mentre Carlo, un fiume in piena galvanizzato dalla vittoria, sciorina le sue battutacce da osteria.
– Finalmente una briciola di sorriso! Te ne stai lì, con in mano quel cazzo di bicchiere, senza spiccicare una parola, senza inveire come al solito contro di me, per averti soffiato indegnamente la vittoria da sotto il naso, senza implorarmi di smettere con queste mie barzellette da sfigato.
– …
– Mirko, cosa c’è che non va?
– Sono solo un po’ stanco.
– Il lavoro?
– Il lavoro.
Mirko ordina un altro prosecco. Carlo beve il suo cioccolato ormai gelato. Fuori un tiepido sole lascia spazio al sopraggiungere di una serata illune.
– Come mai stasera Federica non viene a cena?
– Aveva già preso un impegno.
– Non mi dire che è il solito incontro mensile con le sue ex compagne di liceo!
– Pare proprio di sì.
– E le ragazze?
– Non lo so. Andranno fuori con i loro amici. Il sabato non restano mai in casa.
– Certo che sono proprio cresciute, non trovi?
– …
– Ricordi il giorno in cui nacque Paola?
– Che fatica!
– Mamma e papà tempestarono di telefonate tutti per diffondere la notizia.
– Avvertirono addirittura gli zii dell’Australia.
– E lì era piena notte!
– E il caldo che c’era quando nacque Luce?
– Pieno luglio. Una delle estati più calde del secolo. Il mio matrimonio stava andando a rotoli.
– Ma Stefania venne in ospedale a vedere la piccola, o sbaglio?
– Sì, è stata l’ultima estate che abbiamo passato sotto lo stesso tetto.
– Sembrano passati pochi anni e, invece, eccole lì che son diventate già donne. Mi fa venire i brividi.
– Cosa?
– Questo discorso del cazzo.
– Se vuoi possiamo cambiare discorso.
Mirko ordina un terzo prosecco. Carlo ha lasciato tutto il cioccolato nella tazza. Si fa portare un whisky.
– Irina ha tanta voglia di passare del tempo tutti assieme.
– Stasera dovrà accontentarsi di me. A proposito, a che ora si cena?
– Noi in genere cominciamo verso le nove.
– Ok. Allora alle nove sarò da voi.
– Sì, ma quando potremmo passare un po’ di tempo assieme?
– …
– …
– Spero presto.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...