Regali last minute? Ecco i miei 10 titoli…

 

 

 

 

 

 

 

Regali last minute? Ecco i miei 10 titoli…

di Rossano Astremo

Qui di seguito i miei due centesimi sui libri – per tutte le età – usciti negli ultimi mesi che meriterebbero di finire sotto l’albero di qualcuno dei mie lettori, in queste ultime ore di rincorsa frenetica all’acquisto di regali.  Perché regalare libri? Riporto qui alcune parole di Umberto Eco del 1967, rilasciate durante un’intervista per un programma della Rai, che mi sembrano dire tutto ciò che è necessario dire in proposito: “Un salame dal momento in cui l’ha comprato comincia a deperire, si guasta, oppure viene mangiato, e poi non vale più niente. Un libro, invece, aumenta il suo valore, non nel senso dell’antiquariato, per cui cento anni dopo lo si trova a cento volte tanto, ma proprio aumenta valore nel senso in cui gli si fanno delle orecchie, si sottolineano delle parole, rimane su uno scaffale, nostro figlio lo troverà tra venti anni e lo leggerà. Ecco un tipo di regalo che se non altro continua a produrre qualcosa e qualcosa di piuttosto singolare, lungo il tempo”.

P.s. questa non è la classifica dei libri più belli da me letti durante l’anno, ma solo una serie di consigli di libri assai belli per palati diversi.

  1. Dante Alighieri, La Divina Commedia – a cura di Enrico Malato (Salerno Editrice)

Lo so che partire con questi consigli natalizi da Dante può sembrare un atto da vecchio prof polveroso, ma questo cofanetto edito dalla meritevole Salerno Editrice nella collana “I Diamanti” è un oggetto di una bellezza assoluta: al suo interno un doppio volume tascabile, uno contenente l’intera Commedia, con meticolose note a pie’ di pagina e una esaustiva introduzione del professor Malato, l’altro contenente un prezioso dizionario della Divina Commedia, dove dalla preposizione latina “ab” all’ultima parola censita “zuffa” ci si potrà perdere nell’infinito mondo poetico del più tradotto e amato tra i nostri poeti d’ogni tempo.

  1. Carola Susani, La prima vita di Italo Orlando (minimum fax)

Romanzo di formazione? Romanzo storico? Fiaba? Come definire questo ultimo lavoro di Carola Susani? Al di là della classificazione, La prima vita di Italo Orlando è la conferma di una scrittrice raffinata e ancor troppo poco conosciuta che squaderna mondi ricchi di meraviglie, epifanie e rinascite. Sentiremo ancora parlare di Italo Orlando. Statene certi. E di Carola Susani ancor di più.

  1. Philippe Forest, Piena (Fandango)

Torna nelle librerie italiane l’autore dello struggente Tutti i bambini tranne uno, il libro d’esordio nel quale racconta la dolorosa storia della morte pe un cancro di sua figlia Pauline. Forest, in questo suo nuovo romanzo, prova in tutti i  modi a gettare sassi nel mare della fiction, a provare a costruire mondi che non dicano il suo dolore, quel dolore dal quale non si può venire fuori, nel quale si ricade inevitabilmente e nel quale lui stesso ricade con ossesso: “Qualunque perdita fa provare la strana sensazione di aver perso tutto insieme all’essere o all’oggetto che sono scomparsi. Sicuramente perché c’è qualcuno o qualcosa che ci manca da sempre e ogni nuova defezione ce ne ricorda l’assenza”. Forest scrive perché è l’unico modo per  non impazzire dinanzi alla sua assenza. Un narratore sublime.

  1. Moira Egan, Olfactorium (peQuod )

Nella disattenzione attuale che il mondo editoriale nutre nei confronti della poesia, è importante sottolineare il lavoro che da anni fa la poetessa Moira Egan, americana di Baltimora, italiana d’adozione,  che pochi mesi fa ha pubblicato per peQuod questo suo nuovo libro Olfactorium, nella sempre impeccabile traduzione del marito Damiano Abeni. L’Olfactorium di Moira Egan costituisce un’insolita esplorazione della ekphrasis, della poesia cioè che elegge a musa un’opera d’arte reale o immaginata. In questo caso la musa non è un dipinto o una scultura; piuttosto, è incarnata dall’arte evocativa del profumo. Moira insegna Creative Writing nella stessa scuola in cui ho il piacere d’insegnare. La devozione che ha per la parola poetica è qualcosa che ha dell’assoluto ed è stupendo vedere in che modo venga insegnata da lei ai suoi studenti.

  1. Massimo Castoldi, Insegnare la libertà. Storie di maestri antifascisti (Donzelli Editore)

In questo prezioso libro Massimo Castoldi racconta la storia di 12 maestre e maestri che tra il 1921 e il 1945  furono costretti a lasciare l’insegnamento, conobbero il confino, caddero vittime della violenza fascista e poi, anche, di quella nazista. Nei primi anni del secolo, dalla fondazione dell’Unione magistrale nel 1900 all’istituzione del Sindacato magistrale aderente alla Confederazione generale del lavoro nel 1919, i maestri avevano acquisito sempre più consapevolezza del loro ruolo di educatori e di operatori sociali, non ritenendosi più soltanto sacerdoti laici con la missione dell’educazione nazionale. Sentivano di dover partecipare in modo attivo alla vita socio-culturale dell’Italia, nella lotta contro l’analfabetismo, nella creazione di una coscienza civica e unitaria, ma anche nello sviluppo del socialismo o del cattolicesimo popolare, che, sebbene in conflitto tra loro, si fondavano sulla medesima necessità di un’istruzione diffusa. Questa loro missione a nulla servì contro l’antogonismo fascista, che non accettava visioni differenti dalla propria. Un libro prezioso che ci riconsegna una pagina dolorosa del nostro passato, in grado di illuminarci per un presente mai come adesso che necessita di modelli nobili a cui ispirarsi.

  1. Alessandro Leogrande, Dalle macerie. Cronache sul fronte meridionale (Feltrinelli)

È passato poco più di un anno dalla sua scomparsa, ma delle parole di Alessandro abbiamo oggi più che mai bisogno. Oltre a rileggere i libri pubblicati durante la sua vita, qualche mese fa è uscito questa raccolta curata da Salvatore Romeo, con prefazione del mai domo Goffredo Fofi, in cui si mettono insieme tutti i testi che Leogrande ha scritto sulla sua Taranto: “Che la fabbrica resti al suo posto o venga chiusa,” ha scritto Leogrande, “che venga svenduta a una cordata italiana o a qualche multinazionale asiatica in ascesa, Taranto deve comunque uscire dalla ‘monocultura siderurgica’ che nell’ultimo mezzo secolo non ha fatto altro che alimentarsi dalle sue stesse viscere”. Un intellettuale come pochi. Più passano i giorni, più la sua assenza si fa lacerante.

  1. Giulia Cavaliere, Romantic Italia. Di cosa parliamo quando cantiamo d’amore (minimum fax)

Ho già espresso su questi lidi il mio apprezzamento per questo libro. Lo ripeto in parte. Questo libro va letto perché è un libro che trasuda passione in ogni sua pagina, scritto da una delle più talentuose critiche musicali oggi presenti in Italia, che in apertura del libro dichiara: “ Se penso a cosa ho fatto nella mia vita, l’unica verità che mi sento di affermare è che ho ascoltato canzoni italiane e canzoni d’amore ogni giorno, davvero ogni giorno”.

  1. Nicoletta Grillo, Lasciatemi divertire. Quaderni di un poeta in erba (Corraini Edizioni)

Per bambini. Delizioso. Come avvicinare i più piccoli al linguaggio poetico, attraverso non solo la citazione di testi poetici di grande bellezza e suggestione, ma soprattutto con l’invito a sperimentare, a scarabocchiare, a sbizzarrirti, a giocare e divertirti con il linguaggio. Più che un libro, un quaderno da portare sempre con te per naufragare nella miriade di esercizi proposti. Un testo che andrebbe adottato in tutte le scuole primarie italiane.

  1. Hannet Huizing, Come ho scritto un libro per caso (La Nuova Frontiera Junior)

Meritatamente nella cinquina del Premio Strega Ragazzi +11. Racconta la storia di una tredicenne che vorrebbe fare la scrittrice, racconta del suo coraggio di chiedere aiuto alla sua vicina, autrice affermata,  che inizia a darle lezioni di scrittura. Mentre si occupano del giardino, tagliano l’erba, riordinano, Lidwien suggerisce a Katinka come riuscire a trovare il suo stile, cosa scrivere e cosa non esplicitare. E Katinka comincia a scrivere. Scrive di suo padre, della sua nuova fidanzata, scrive di sé e riesce finalmente a esprimere quanto le manchi la mamma che è morta quando lei aveva solo tre anni. Un breve romanzo di formazione, dove la scrittura diventa bussola che orienta tra le mareggiate dell’età giovanile.

  1. Andrea G. Pinketts, Il conto dell’ultima cena (Mondadori)

Di poche ore fa la notizia della morte di Andrea G. Pinketts, scrittore inimitabile per tempra e stile che per anni ha animato la scena letteraria milanese e non solo. Autore di romanzi di culto quali Lazzaro, vieni fuori,  Il senso della frase, Il vizio dell’agnello, nel 2018 ha ripubblicato con Mondadori Il conto dell’ultima cena, forse non il suo miglior romanzo, ma testo in cui si manifesta alla grande il talento di Pinketts, con la sua creatività irresistibile, i giochi di parole sofisticati, i personaggi bizzarri, nani, giganti, orchi e principesse, sempre usate per insistere su quanto sia sottile la linea di confine tra metafora e realtà. Un autore da riscoprire: come sempre accade in questo Paese: post-mortem.

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