Claudia Ruggeri, “Canto senza voce” (Terra d’Ulivi, 2013): recensione di Rossano Astremo

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“Canto senza voce”: versi inediti di Claudia Ruggeri

di Rossano Astremo

“Canto senza voce”, questo il titolo del libro che raccoglie testi inediti di Claudia Ruggeri, la poetessa leccese morta suicida nell’ottobre del 1996. Il libro edito dall’associazione Terra d’Ulivi presenta in allegato un documentario sulla Ruggeri, diretto da Elio Scarciglia, in cui, attraverso le testimonianze della madre Maria Teresa del Zingaro, dei critici Enzo Mansueto e Sergio Rotino e dei poeti Giampiero Neri e Guido Oldani, tra gli altri, si offre una chiave inedita della personalità complessa della scrittrice. Claudia Ruggeri subì sia in vita che dopo la morte il disinteresse quasi assoluto della critica accademica e militante. Fu Mario Desiati che in numero della rivista mondadoriana Nuovi Argomenti, nel 2005, dedicò un lungo intervento sulla poetica di Claudia, dal titolo “La ragazza dal cappello rosso”, e ripubblicò parte del suo poema migliore, “Inferno minore”, apparso agli inizi degli anni ’90 frammentato su diversi numeri della rivista poetica leccese “L’Incantiere”. Lo stesso Desiati curò l’edizione del 2007, pubblicata da peQuod, di “Inferno minore” in cui è presente la produzione migliore della Ruggeri, quella comprendente i testi scritti nel decennio a cavallo tra la metà degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta. Non solo il poema “Inferno minore”, ma anche il magmatico  e furisoso Pagine del travaso, scritto poco prima della morte. Fu lo stesso Desiati a scrivere : “Claudia Ruggeri scriveva divinamente. La sua poesia ricca di arrovellamenti lessicali, di figure estreme, è una piccola epifania postmoderna, dove echeggia una semantica inconsueta che mischia parole di origine trobadorica, iperletteraria, dialettale, straniera, aulica, ma anche quotidiana. Claudia Ruggeri ha inventato una sorta di nuovo barocco, ma senza la sua decadenza”. E grazie alla riproposizione dei suoi testi, dopo un decennio di silenzio, e al culto che ne è seguito con l’apprezzamento di un numero sempre crescente di lettori, della poesia della Ruggeri si continua a parlare. Non solo. “Canto senza voce” è un nuovo tassello del cursus editoriale postumo della poetessa di Lecce. Il libro, curato da Esther Basile e Angela Schiavone, raccoglie testi presenti in agende, taccuini, fogli sparsi, giunti a noi grazie alla volontà della madre, Maria Teresa. Tutti senza datazione. Le curatrici hanno diviso il testo in sei sezioni tematiche. Quello che risulta ad una lettura delle poesie presenti è che tutte appaiono precedenti alla composizione di “Inferno minore”. Rispetto alla complessità stilistica, alla ricercatezza lessicale, alla rappresentazione coesa di una visione radicale del mondo presente nel suo poema più conosciuto, qui ci troviamo ad un livello meno esplosivo, più contenuto, piano, ma pur sempre altamente originale. Dialogo con il divino, ricerca d’amore, abbandoni, bui laceranti, luci abbacinanti, corpo contro natura,  solitudine, morte invasiva, temi che puntellano le pagine di questo libro e invadono l’immaginario caustico e colto della Ruggeri. La scelta di pubblicare questo materiale prezioso con una piccola casa editrice è un rischio. Dinanzi alla forza di questi poeti è necessario che si mettano in piedi operazioni editoriali di respiro nazionale. A ciò s’aggiunge anche che una maggiore cura nella redazione del testo avrebbe giovato alla lettura. Molti i refusi presenti. Un piccolo neo per un’operazione che merita di certo la più ampia diffusione.  

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